Dalla coscienza operaia all’inizio della Resistenza


Vi volevamo ricordare la mostra organizzata dalla nostra Sezione ANPI di Castel Maggiore dal titolo:

"Dalla coscienza operaia all’inizio della Resistenza"
 
A cura della responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Bologna
Paola Furlan in collaborazione con Paola De Gregorio per la parte grafica.
 
La mostra si svolge presso la Sala Pasolini in Piazza Amendola n° 1 Castel Maggiore dal 23 aprile al 1 maggio 2014.
 
Inoltre vi vogliamo ricordare che il 1° Maggio alle 18,00 a chiusura della mostra, il gruppo ZOE Teatri, ci intratterranno con uno spettacolo dal titolo:
 
 “Sillabario della Costituzione”


 Vi aspettiamo numerosi.....
 

 Di seguito il volantino dello spettacolo:
  

 
 
 

Manifestazione ANPI il 29 aprile al Teatro Eliseo di Roma


Dal nostro sito Nazionale ANPI l'articolo completo:

Le proposte di riforma costituzionale ed elettorale: l'Anpi lancia l'allarme

Martedì 29 aprile a Roma, al Teatro Eliseo, con inizio alle ore 16,30, manifestazione pubblica dell’ANPI sul progetto di riforma costituzionale ed elettorale all’esame del Parlamento.

Aprirà ELENA DE ROSA, giovane iscritta all'ANPI, sul tema: "i giovani e le riforme". Interverranno, in ordine: CARLO SMURAGLIA, PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ANPI E I COSTITUZIONALISTI, LORENZA CARLASSARE, STEFANO RODOTA’, GIANNI FERRARA.

L'iniziativa vuole lanciare l’allarme contro un progetto che, unendosi ad una legge elettorale come quella che è stata approvata alla Camera ed al proposito di irrobustire i poteri del Presidente del Consiglio e del Governo, si risolverebbe in una ulteriore e grave riduzione degli spazi di democrazia, che subiscono da tempo una lenta ma progressiva erosione e che, invece, l’ANPI considera intangibili, alla luce dei princìpi e dei valori costituzionali.

Pubblichiamo qui di seguito il documento-manifesto del 29 aprile approvato dal Comitato nazionale dell'Anpi.

Il Comitato nazionale dell’ANPI rileva che:

- l’indirizzo che si sta assumendo nella politica governativa in tema di riforme e di politica istituzionale non appare corrispondente a quella che dovrebbe essere la normalità democratica;

- si sta privilegiando il tema della governabilità (pur rilevante) rispetto a quello della rappresentanza (che è di fondamentale e imprescindibile importanza);

- si continua nel cammino - anomalo - già intrapreso da tempo, per cui è il Governo che assume l’iniziativa in tema di riforme costituzionali e pretende di dettare indirizzi e tempi al Parlamento;

- un rinnovamento della politica e delle istituzioni è essenziale per il nostro Paese, come già rilevato nel documento dell’ANPI del 12 marzo 2014;

- sono certamente necessari aggiustamenti anche del sistema parlamentare, così come definito dalla Costituzione, rispettando peraltro non solo la linea fondamentale perseguita dal legislatore costituente, ma anche le esigenze di centralità del Parlamento, della rappresentanza dei cittadini, del controllo sull’attività dell’Esecutivo, delle aziende e degli enti pubblici, in ogni loro forma e manifestazione;

- in questo contesto, è giusto superare innanzitutto il cosiddetto bicameralismo “perfetto”, fondato su un identico lavoro delle due Camere e quindi, alla lunga, foriero anche di lungaggini e difficoltà del procedimento legislativo; ma occorre farlo mantenendo appieno la sovranità popolare, così come espressa fin dall’art. 1 della Costituzione e garantendo una rappresentanza vera ed effettiva dei cittadini, nelle forme più dirette;

- il Senato, dunque, non va “abolito”, così come non va eliminata l’elezione da parte dei cittadini della parte maggiore dei suoi componenti; possono essere individuate anche forme di rappresentanza di altri interessi, nel Senato, come quelli delle autonomie locali, della cultura, dei saperi, della scienza; ma in forme tali da non alterare il delicato equilibrio delle funzioni e della rappresentanza;

- la maggior parte dell’attività legislativa può ben essere assegnata alla Camera, così come il voto di fiducia al Governo; ma individuando nel contempo forme di partecipazione e tipi di intervento da parte del Senato, così come previsto in molti dei modelli già esistenti in altri Paesi;

- in nessun modo il Senato può essere escluso da alcune leggi di carattere istituzionale, nonché dalla partecipazione alla formazione del bilancio, che è lo strumento fondamentale e politico dell’azione istituzionale e dei suoi indirizzi anche con riferimento alle attività di Autonomia e Regioni;

- tutto questo può essere realizzato agevolmente, anche con una consistente riduzione di spese, non solo unificando la gran parte dei servizi delle due Camere, ma anche riducendo il numero dei parlamentari, sia della Camera che del Senato, vista l’opportunità offerta dalla differenziazione delle funzioni;

- bisogna anche dire che concentrare tutti i poteri su una sola Camera, per di più composta anche col premio di maggioranza, lasciando altri compiti minori ad un organismo non elettivo, con una composizione spuria e fortemente discutibile ed obiettivi e funzioni altrettanto oscure, non appare rispondente affatto al disegno costituzionale, dotato di una sua intima coerenza proprio perché fatto di poteri e contropoteri e di equilibri estremamente delicati; un disegno che in qualche aspetto può e deve  essere aggiornato, ma non fino al punto di stravolgere quello originario.

Queste sembrano, all’ANPI, le linee fondamentali di un cambiamento democratico delle istituzioni, che esalti il ruolo del Parlamento, rafforzi la rappresentanza dei cittadini in tutte le sue espressioni, ed assegni ad ognuna di esse il ruolo che le compete secondo gli orientamenti generali della Carta Costituzionale e le esigenze della democrazia, da perseguire con economicità di spesa ed efficienza dei risultati.

Appare, altresì, pacifico che deve essere riformato il titolo V della Costituzione, procedendo ad una più razionale ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, che elimini ragioni di conflitto e consenta agli organi centrali dello Stato di esprimere una legislazione di pieno indirizzo su materie fondamentali per tutto il territorio; definisca compiutamente e definitivamente il ruolo delle Regioni, a loro volta bisognose di riforme sulla base dell’esperienza realizzata dal 1970 ad oggi, che spesso le ha viste diventare altri organismi di centralizzazione dei poteri e le riconduca a funzioni di indirizzo e controllo e non di gestione; nonché precisi in modo conclusivo tutta la materia delle Province e degli enti intermedi, finora risolta con provvedimenti parziali che non sembrano corrispondere ad esigenze di effettiva razionalità e di contenimento delle spese.

Tutto questo richiederà tempi più adeguati, escluderà la fretta, rispondente, piuttosto che ad esigenze razionali, ad altro tipo di logiche; ma dovrà essere affrontato senza tergiversazioni e senza inopinati stravolgimenti dei metodi e degli stessi contenuti. Se è giusto porre rimedio ad alcune incongruenze strutturali rivelate dall’esperienza, l’obiettivo deve essere quello di farlo con saggezza e ponderazione, ed anche con le competenze necessarie, sempre preferibili alla improvvisazione ed all’incoerenza di una fretta dettata da ragioni molto lontane dal rispetto con cui si devono affrontare serie riforme costituzionali.

Ci sono, sul tappeto, diverse proposte; altre sono fornite dall’esperienza giuridica e politica di altri Paesi; le si esamini senza pregiudizi e insofferenze ed ascoltando pareri e proposte che possono contribuire al miglior esito delle riforme.

E si approfitti dell’occasione per un ripensamento della legge elettorale, che così come approvata da un ramo del Parlamento, non risponde alle esigenze di una vera rappresentanza e di democrazia e soprattutto contraddice, oltre alle attese di gran parte dei cittadini, le stesse indicazioni della Corte Costituzionale.

Infine, l’occasione non appare idonea per raccogliere l’antica esigenza, manifestata da altri Governi e sempre respinta, di un rafforzamento dell’esecutivo e del suo Presidente, che vada a scapito della funzione e del ruolo del Parlamento, al quale il Governo può indicare priorità, come è suo diritto, ma non imporre scadenze e calendari privilegiati rispetto a qualunque autonoma iniziativa del Parlamento.

Su tutti questi temi, l’ANPI è pronta a discutere e confrontarsi, ma prima di ogni altra cosa, intende informare i cittadini, perché sappiano qual è la reale posta in gioco e capiscano che questa Associazione, che si rifà a valori fondamentali e in essi trova la sua forza e la sua autorevolezza, intende esercitare non solo la sua funzione critica, ma anche la sua capacità propositiva, nel rispetto assoluto del suo ruolo e della sua autonomia.
Quando si tratta di difendere valori che si richiamano alla Costituzione ed alla democrazia, oltreché ai diritti di fondo in cui si esprime la sovranità popolare, l’ANPI non può che essere in campo, non per conservare, ma per innovare, restando però sempre ancorata ai valori ed ai princìpi della Costituzione.

Questa non è l’ora della obbedienza ai diktat, ma è quella della mobilitazione, a cui chiamiamo tutti i cittadini, per fare ciò che occorre con la dovuta ponderazione e col rispetto e la salvaguardia degli interessi fondamentali dei cittadini, che certo aspirano ad un rinnovamento, ma in un contesto equilibrato e democratico, corrispondente alle linee coerenti e chiaramente definite dalla Costituzione repubblicana.




 25 aprile 1945/2014
 
Iniziativa per l’anniversario della Liberazione
 
Venerdì 25 Aprile 2014 appuntamento alle 10.15 in Piazza Pace per la manifestazione che ricorda, ogni anno, il valore della Libertà riconquistata nel 1945 al termine della guerra di Liberazione.
 
Dopo gli onori ai Caduti in guerra, si formerà un corteo che si dirigerà al parco delle Staffette Partigiane, in Via Lirone, dove alle 11.00 il Sindaco Marco Monesi terrà il discorso.
 
Il Centro Sociale Pertini e la Banca del Tempo collaborano all’iniziativa offrendo un rinfresco ai presenti.






 

Dalla coscienza operaia all’inizio della Resistenza

La Sezione ANPI di Castel Maggiore
 
Nell'ambito della celebrazioni per il 70° anniversario della lotta di liberazione (1943-45), organizza la mostra fotografica "Dalla coscienza operaia all’inizio della Resistenza" , a cura della responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Bologna Paola Furlan in collaborazione con Paola De Gregorio per la parte grafica.

La mostra si svolgerà presso la Sala Pasolini in Piazza Amendola n° 1 Castel Maggiore dal 23 aprile al 1 maggio 2014.
La cerimonia di inaugurazione della mostra si svolgerà mercoledì 23 aprile alle ore 17 alla presenza del Sindaco Marco Monesi , dell’assessore alla cultura Belinda Gottardi e delle curatrici che illustreranno i contenuti dei pannelli espositivi.
La mostra resterà aperta fino al 1° maggio e si concluderà con uno spettacolo teatrale e musicale. Negli orari prestabiliti potrà essere visitata dalla cittadinanza e dagli studenti delle Donini-Pelagalli e dell’Istituto Keynes i quali usufruiranno martedì 29 aprile di una speciale visita guidata da parte della dott.ssa Furlan.

Di seguito il volantino con il programma completo. Vi aspettiamo...



Rinnovato il Comitato Direttivo della sezione ANPI di Castel Maggiore

 
Il 25 gennaio si è tenuta, presso la Sala della Resistenza della Casa del Popolo, l’assemblea straordinaria dell’ANPI di Castel Maggiore, alla quale hanno partecipato il Sindaco Marco Monesi e l’Assessore alla cultura Belinda Gottardi.
Nel corso della riunione, presieduta dal Segretario provinciale dell’ANPI Ermenegildo Bugni e dal coordinatore provinciale Antonio Sciolino, è stato nominato il nuovo Comitato Direttivo di Sezione, costituito da sei nominativi eletti a maggioranza dagli iscritti partecipanti all’incontro.
 
I componenti del nuovo Comitato si sono a loro volta riuniti il 30 gennaio scorso. Nel corso dell’incontro sono stati assegnati le seguenti cariche:
 
Presidente: Flavio Capelli
Vicepresidente: Agostino Francia
Segretario: Vincenzo Sardone
Responsabile amministrativo: Cesare Bonazza

Delegato alla Consulta Culturale del Comune e curatore del sito internet: Maurizio Mazzini

Responsabile rapporti con gli istituti scolastici e le associazioni culturali del territorio: Beatrice Ghermandi.

Il Comitato di Sezione ha inoltre ratificato la proposta, scaturita dall’assemblea, di eleggere come Presidenti onorari della Sezione di Castel Maggiore i Partigiani:

 
Arduino Fornasari               (63ª brg Bolero)

Talvanne “Vanes” Masetti  (4ª brg Venturoli)

Eleonora “Mimì” Sambri     (4ª brg Venturoli),





 
Buon lavoro al nuovo Direttivo
 
 
 
 




Costituzione: principi da Custodire, istituti da Aggiornare

Condividiamo questo appello dell'ANPI provinciale di Bologna:

Quel grande movimento di cittadini, singoli ed associati, che nel 2006 respinse con la vittoria nel referendum il progetto di riforma della destra che demoliva la nostra Carta Costituzionale, si sta nuovamente attivando davanti al pericolo del nuovo disegno di “Grande Riforma” che rischierebbe di alterarne il profilo e stravolgerne i principi fondamentali.
Nel momento di massima crisi del ruolo dei partiti politici italiani e delle istituzioni, è invece urgentissima e prioritaria una riforma dell'attuale vergognosa legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, eliminandone gli aspetti di dubbia costituzionalità.
Durante questi mesi diverse iniziative e manifestazioni, sorrette da prestigiose personalità della società civile e della cultura, hanno registrato ampia e convinta partecipazione: grande si è dimostrata ovunque la preoccupazione per i rischi di stravolgimento della Costituzione, che è la suprema custode e garante dei diritti sociali, economici e di libertà del popolo italiano. Mentre, di fronte all’aggravarsi della crisi economica, sociale e morale del paese si eleva più forte che mai la richiesta di attuare tutti quei supremi principi e obiettivi che la nostra Costituzione persegue e che sono stati, al contrario, disattesi, a partire dal diritto ad un lavoro dignitoso, alla casa, alla pensione, all’istruzione, alla salute, alla tutela del suolo e del paesaggio.
Esiste nel Paese una larga condivisione su un nucleo di riforme costituzionali idonee a rendere più efficiente la vita dell’ordinamento repubblicano, riforme da lungo attese e che possono essere approvate rapidamente dal Parlamento con un largo consenso politico e sociale e secondo le modalità che la stessa Costituzione prevede con l’art. 138.

Si tratta del superamento del bicameralismo paritario, con la trasformazione del Senato in una Camera rappresentativa delle Regioni e delle Autonomie locali.
Esso porterebbe ad uno snellimento dell’iter legislativo, alla razionalizzazione dell’assetto autonomistico della Repubblica, una e indivisibile, per garantire su tutto il territorio pari condizioni effettive in settori quali, la salute, l’istruzione e l’assistenza, rendendo più effettiva l’eguaglianza e la pari dignità sociale tra tutti i cittadini.
Ne discenderebbe inoltre una riduzione non demagogica nel numero dei Parlamentari, mentre si renderebbe necessaria una profonda revisione del titolo V, generatore ora di un continuo gravoso contenzioso tra Stato e Regioni.
Ma esiste anche una vasta coscienza costituzionale, potenzialmente maggioritaria, avversa ad una deriva plebiscitaria, presidenzialista o di premierato forte del nostro sistema di Governo, che limiti le forme di partecipazione democratica e alteri l’equilibrio tra i poteri dello Stato: se questa fosse l'intenzione dei “riformatori”, sarà necessaria un'azione di resistenza instancabile e unitaria.
Per la storia, la natura complessa e la stessa geografia del nostro Paese è del tutto prioritario restituire centralità a un Parlamento riformato quale luogo massimo di espressione della sovranità popolare, soprattutto perché dall’attuale crisi della democrazia, in Europa ed in Italia, non si esce con soluzioni neo-autoritarie, ma soltanto con riforme che aumentino gli spazi della partecipazione, singola e associata.
Occorre perciò, costruire una mobilitazione bolognese più ampia possibile tra tutte le forze politiche, sindacali e associative presenti nella società, sia contro le modifiche che snaturano l’articolo 138 (e che potrebbero consentire alterazioni significative della Costituzione) sia contro tutti gli aspetti non accettabili del disegno di riforma che si prefigura e sarà proposto, giungendo fino allo svolgimento di un referendum oppositivo.
 
E’ importante, per quest’obiettivo, costruire fin d’ora un ampio fronte unitario, soprattutto a Bologna, Città medaglia d’oro della Resistenza, ripercorrendo la strada del 2006 quando i suoi cittadini non solo parteciparono con ferma convinzione alla battaglia costituzionale referendaria, ma la vinsero tutti insieme uniti!
 
Salviamo la Costituzione - Bologna
A.N.P.I. Provinciale Bologna
A.N.P.P.I.A. Bologna
ARCI Bologna
Camera del Lavoro - C.G.I.L. Bologna
C.I.S.L. - Area metropolitana bolognese
U.I.L. Bologna
Comitati Dossetti per la Costituzione
Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Agire Politicamente - coordinamento di cattolici democratici

Programma Commemorazione eccidi del 1944


Di seguito il programma completo delle iniziative.